|
Non mi
piace lo sport, non vado a cavallo e non gioco a
tennis. Eppure amo il Parco del Grifone.
Lo amo perché è anche natura, buona cucina, libertà.
Ecco, mi piace pensare al Parco del Grifone proprio
come al Parco della libertà, il luogo dove ognuno può dedicarsi alle
attività che preferisce, seguendo le proprie inclinazioni, dando
vita ai propri desideri, realizzando i propri sogni.
Mi piace sapere che c’è un posto che può essere
vissuto in maniera diversa da ciascuno di noi. Un luogo a misura di
famiglia, capace di parlare agli uomini come alle donne, ai bambini
come agli anziani.
|

|
|
Passeggiando lungo il viale del Parco, immerso
nella struggente e acerba bellezza della campagna lombarda,
accompagnato dalle sonorità sommerse dell’acqua che scorre
tutt’intorno a me, penso al perfetto equilibrio che si è realizzato
nel Parco del Grifone.
Come in una sceneggiatura ben scritta, anche qui
ogni elemento si inserisce armonicamente in un disegno più generale.
Mi tornano in mente le parole di Calvino e le sue lezioni
americane.
Leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità,
molteplicità. Cinque valori universali da portare nel nuovo
millennio, cinque ingredienti fondamentali per costruire un’opera
d’arte. Mi diverto a cercare nel Parco del Grifone una realizzazione
di questi valori e non mi sorprende constatare che sono in qualche
modo presenti tutti.
|

|
Innanzitutto la leggerezza, l’arte della
sottrazione. Pur nella varietà delle attività, nella ricchezza del
programma e nella vastità del progetto architettonico, c’è uno stile
comune che governa il Parco del Grifone, una sobrietà che parla di
leggerezza. Qui tutto è essenziale, asciutto, arioso. Qui c’è tanto
spazio e mentre la mente riposa, l’occhio corre veloce.
Poi la rapidità, l’arte della sorpresa. Quel che
colpisce in questo Parco è proprio la rapidità dei passaggi, la
varietà degli scenari, la molteplicità delle attività. Dal tennis al
nuoto, dal giardinaggio all’equitazione, ogni angolo di questo luogo
straordinario presenta qualcosa da fare. Anche a far niente che è
forse la più dolce tra le cose da fare.
L’esattezza, l’arte della precisione. Nel Parco del
Grifone niente è casuale. Una regia attenta ha organizzato gli spazi
e le attività in modo perfetto.
|
Come dice Musli nell’Uomo senza qualità, esistono
problemi che non accettano una soluzione unica, ma tante soluzioni
singole che combinate tra loro si avvicinano a quella generale. Il
Parco del Grifone è proprio questo, uno splendido quadro la cui
bellezza complessiva nasce direttamente dalla bellezza delle singole
pennellate che lo compongono.
Visibilità, l’arte dell’immaginazione. Il Parco del
Grifone è un crogiolo di immagini. Simbolo, metafore, idee visive
che si materializzano davanti ai nostri occhi. L’acqua, la terra, i
cavalli, gli alberi, gli uccelli, i fiori, il cibo. Nel Parco del
Grifone ci si può davvero esercitare a stimolare quella facoltà
tipicamente umana di vedere a occhi chiusi, di pensare per
immagini.
Infine la molteplicità, l’arte della complessità.
Il Parco del Grifone fa pensare a un’opera enciclopedica. La varietà
e la vastità delle offerte ricorda proprio l’enciclopedia
illuminista riproposta però in una chiave del tutto moderna, quella
cioè di un’opera aperta, in corso di costante aggiornamento. Il
Parco del Grifone è un contenitore di idee in costante
trasformazione.
Qui niente è statico e immutabile, tutto è pervaso
da una energia creativa che trasforma le idee in realizzazioni, i
problemi in soluzioni.
Dovrei tornare in ufficio ma non ne ho voglia. Mi
siedo sotto un pioppo, socchiudo gli occhi e penso alla qualità
della vita.
Ai sogni che diventano realtà, alla realtà che
divent…zzz.
|